Inseguire la felicità esaurisce il self-control e riduce la gioia, svela uno studio.
RomeNegli esperimenti, i partecipanti che cercavano di aumentare la propria felicità erano meno perseveranti nei compiti e indulgenti con i cioccolatini. Questo avveniva perché sia la ricerca della felicità che l'autoregolazione competono per le limitate risorse mentali. I ricercatori suggeriscono che la felicità dovrebbe derivare dall'apprezzare ciò che si ha, piuttosto che dal tentativo di ottenere di più. È consigliabile evitare sforzi continui per sentirsi felici, poiché questa ricerca può esaurire la forza mentale, portando in definitiva a meno felicità.
Drenaggio delle risorse mentali
Lo studio mette in luce come la ricerca della felicità possa esaurire le nostre risorse mentali. Quando ci concentriamo troppo sul tentativo di essere felici, ci affatichiamo mentalmente. Questo esaurimento influisce sul nostro autocontrollo, rendendoci più inclini a cedere alle tentazioni che non conducono a una felicità autentica. I ricercatori hanno scoperto che le persone che cercano costantemente la felicità esercitano meno autocontrollo nella loro vita quotidiana. Ciò suggerisce che sia il desiderio di felicità che l’autocontrollo attingono allo stesso limitato serbatoio di energia mentale.
Più inseguiamo la felicità, più la nostra stamina mentale ne risente. Le decisioni quotidiane diventano più difficili perché siamo già mentalmente stanchi dallo sforzo di cercare di essere più felici. Lo studio indica, inoltre, che anche solo pensare alla felicità può innescare un ciclo di esaurimento e ridotta capacità di gestire i nostri impulsi. Ad esempio, anche vedere la parola "felicità" nella pubblicità può scatenare questa estenuante corsa.
Questa concezione della felicità come qualcosa da perseguire attivamente potrebbe essere controproducente. Lo studio suggerisce che cercarla con troppa intensità la renda irraggiungibile. Invece, la felicità potrebbe essere meglio realizzata apprezzando ciò che già possediamo, piuttosto che cercando costantemente di avere di più. Comprendere che la felicità non deve essere perseguita in ogni momento può aiutare a conservare le nostre risorse mentali e condurre a un senso di benessere più equilibrato. Riconoscere quando rilassare i nostri sforzi nella ricerca della felicità può conservare la nostra energia mentale per altre decisioni e compiti che arricchiscono la nostra vita quotidiana.
Direzioni future per la ricerca
Il nuovo studio apre diverse strade per future ricerche sul tema della felicità. Un'area interessante da esplorare è come le diverse culture affrontano la ricerca della felicità. Alcune culture potrebbero avere priorità o modi di pensare differenti che influenzano quanto possa essere mentalmente estenuante perseguire la felicità. I ricercatori potrebbero anche indagare se alcune caratteristiche della personalità rendono le persone più vulnerabili all'esaurimento legato a questo inseguimento. Comprendere queste sfumature potrebbe aiutare a creare strategie su misura per migliorare il benessere in diversi gruppi sociali.
Sarebbe di grande interesse studiare se tecniche o pratiche specifiche possano alleviare il peso mentale legato alla ricerca della felicità. Pratiche come la mindfulness o la meditazione potrebbero offrire modi per preservare il controllo su di sé e mantenere livelli stabili di felicità. Un altro angolo di ricerca potrebbe esaminare l'influenza della tecnologia sul comportamento legato alla ricerca della felicità. Con i social media che occupano una parte significativa delle nostre vite quotidiane, potrebbe esserci una pressione percepita nel dover sembrare costantemente felici. Analizzarne gli effetti potrebbe fornire idee su come ridurre questa pressione.
Infine, ulteriori studi potrebbero esaminare la sostenibilità della felicità nel tempo. I ricercatori potrebbero indagare su quanto siano sostenibili gli obiettivi di felicità su lunghi periodi. Tracciare i partecipanti nel corso di mesi o anni potrebbe rivelare se gli sforzi a breve termine per essere felici hanno effetti diversi sulle risorse mentali rispetto a strategie a lungo termine. Questo potrebbe guidare le persone a concentrarsi su pratiche durature piuttosto che su soluzioni rapide.
Queste direzioni di ricerca potrebbero affinare la nostra comprensione della felicità e creare modi più efficaci per promuovere il benessere duraturo. Man mano che apprendiamo di più, gli strumenti e i consigli che offriamo per la felicità potrebbero diventare più pratici e accessibili a tutti.
Lo studio è pubblicato qui:
https://iaap-journals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/aphw.70000e la sua citazione ufficiale - inclusi autori e rivista - è
Aekyoung Kim, Sam J. Maglio. Happiness depletes me: Seeking happiness impairs limited resources and self‐regulation. Applied Psychology: Health and Well-Being, 2025; 17 (1) DOI: 10.1111/aphw.70000
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