Nuovo studio: un composto nei vegetali potrebbe alleviare i sintomi della SLA e della demenza

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Di Giovanni Dosa
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RomeRicercatori dell'Università del Missouri, guidati dalla professoressa Smita Saxena, hanno scoperto un promettente composto naturale che potrebbe aiutare con l'ALS e la demenza. Si tratta del kaempferol, un composto presente in frutta e verdura come il cavolo e le bacche. Questo composto mostra potenzialità nel proteggere le cellule nervose e mantenere la funzione motoria. In esperimenti su cellule coltivate in laboratorio provenienti da pazienti con ALS, il kaempferol ha migliorato la produzione di energia e ridotto lo stress delle cellule, suggerendo così una possibile rallentamento del danno cellulare.

Tuttavia, il kaempferol presenta una sfida poiché il nostro corpo non lo assorbe bene dai cibi e fatica a raggiungere il cervello. Per superare questo ostacolo, il team di Saxena sta esplorando metodi per migliorare l'assorbimento utilizzando nanoparticelle a base lipidica. Queste nanoparticelle potrebbero facilitare l'assorbimento del kaempferol da parte dei neuroni nel cervello, aumentando la sua efficacia. Il gruppo di ricerca si propone di testare presto queste nanoparticelle, offrendo speranza per nuovi trattamenti contro malattie neurodegenerative come l'ALS.

Sfide attuali

Una delle principali sfide nell'utilizzo del kaempferolo per trattare la SLA e la demenza è l'assorbimento. I nostri corpi faticano ad assorbire questo composto da frutta e verdura. Anche se si mangiano quantità significative di cavolo riccio o bacche, solo una minima parte di kaempferolo raggiunge effettivamente i tessuti. Per ottenere benefici potenziali nel trattamento di condizioni come la SLA, sarebbe necessario consumare quantità massicce di questi alimenti ogni giorno. Questo non è praticabile.

Un altro problema è far arrivare il kaempferolo al cervello. La barriera emato-encefalica funziona come una muraglia di sicurezza per proteggere il cervello da sostanze nocive. Tuttavia, blocca anche molte molecole di grandi dimensioni, incluso il kaempferolo. Questo rende difficile per il composto raggiungere le cellule nervose dove è maggiormente necessario.

Per affrontare questi problemi, i ricercatori stanno esplorando metodi innovativi. Una delle idee è l'uso di nanoparticelle a base lipidica per trasportare il kaempferolo. Queste minuscole particelle possono veicolare il composto e favorirne un assorbimento più efficiente nell'organismo. Potrebbero anche avere maggiori probabilità di attraversare la barriera emato-encefalica.

Questo approccio è ancora nelle fasi iniziali. Se si rivelasse efficace, potrebbe migliorare significativamente il modo in cui il kaempferolo viene somministrato e la sua efficacia nel trattamento delle malattie neurodegenerative. La ricerca è promettente, ma la traduzione dei risultati di laboratorio in trattamenti concreti richiederà tempo. Gli scienziati stanno lavorando su questi aspetti tecnici per sviluppare un metodo valido che renda il kaempferolo parte integrante dei piani terapeutici per SLA e demenza.

Prospettive future

Lo studio illumina potenziali trattamenti futuri per l'ALS e la demenza attraverso l'uso del kaempferolo, un composto presente nella frutta e verdura di tutti i giorni. Nonostante le iniziali difficoltà di assorbimento, i benefici potenziali sono significativi. I ricercatori si concentrano ora sull'ottimizzazione dell'assorbimento del kaempferolo nell'organismo, il che potrebbe rivoluzionare il trattamento delle malattie neurodegenerative.

Un approccio promettente prevede l'impiego di nanoparticelle lipidiche per veicolare il kaempferolo. Questa tecnica potrebbe aumentare il tasso di assorbimento e garantire al composto di raggiungere il cervello, superando in modo più efficiente la barriera emato-encefalica. Migliorando i metodi di consegna, il potenziale del kaempferolo nel mantenere la salute delle cellule nervose potrebbe concretizzarsi, aprendo nuove possibilità terapeutiche per i pazienti.

Ulteriori ricerche potrebbero anche esplorare l'impatto del composto su altre malattie come l'Alzheimer e il Parkinson. Dato che queste patologie condividono caratteristiche simili con l'ALS, il kaempferolo potrebbe avere un'applicazione più ampia nel campo medico. Ciò sottolinea l'importanza di sistemi di somministrazione innovativi, non solo per il kaempferolo ma anche per futuri composti naturali che potrebbero trarre vantaggio da una bio-disponibilità migliorata.

Sebbene le applicazioni pratiche sugli esseri umani possano richiedere tempo, questa ricerca pone le basi per studi futuri. L'obbiettivo primario è sviluppare un trattamento che si integri agevolmente nella vita dei pazienti e offra benefici tangibili. Mentre le scoperte scientifiche progrediscono, potremmo avvicinarci a soluzioni che potrebbero avere un impatto significativo sugli individui con condizioni neurodegenerative. La ricerca ispira speranza che i composti naturali possano un giorno svolgere un ruolo di primo piano nella gestione e, possibilmente, nell'alleviare i sintomi di queste sfide malattie.

Lo studio è pubblicato qui:

https://actaneurocomms.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40478-025-01927-y

e la sua citazione ufficiale - inclusi autori e rivista - è

Federica Pilotto, Paulien Hermine Smeele, Olivier Scheidegger, Rim Diab, Martina Schobesberger, Julieth Andrea Sierra-Delgado, Smita Saxena. Kaempferol enhances ER-mitochondria coupling and protects motor neurons from mitochondrial dysfunction and ER stress in C9ORF72-ALS. Acta Neuropathologica Communications, 2025; 13 (1) DOI: 10.1186/s40478-025-01927-y

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